Bruno Bozzetto, il Disney italiano

Articolo pubblicato il: 30 Dicembre, 2023


Simone Tempia racconta in un volume la vita e le opere del grande maestro dell’animazione
Bruno Bozzetto Simone Tempia
La copertina de “Il signor Bozzetto – Una vita animata”

Chi lavora nel mondo dell’editoria sa bene che la qualità di una biografia dipende dal protagonista. Più questi ha cose da raccontare e più il testo sarà avvincente.

Nel caso del libro “Il signor Bozzetto – Una vita animata”, pubblicato da Rizzoli, che narra per l’appunto la storia di Bruno Bozzetto, maestro dell’animazione, non solo il primo attore ne ha di aneddoti da farci conoscere, eccome. Ma anche Simone Tempia – che delle gesta di Bozzetto si è fatto portavoce scrivente – a mio avviso ha aggiunto del suo, andando a realizzare un’opera unica, a tratti travolgente.


Un nuovo mestiere

Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio, e quindi da Bruno Bozzetto. Nato a Milano nel 1938, disegnatore, animatore e regista – una sorta di Walt Disney italiano – la sua particolarità è quella di essere sempre stato positivo e ironico. E – come spesso accade per gli artisti – visionario. 

Tanto da inventarsi – con l’aiuto fondamentale di un nonno artista e di un padre creativo – un mestiere che quasi non esisteva. O meglio – aldilà dei pionieri fratelli Pagot – il ruolo dell’animatore non era mai stato strutturato come invece fece Bozzetto. Creando uno studio, una moderna bottega rinascimentale, una vera e propria fucina di artisti che dalla Milano degli anni Sessanta approdò nel 1991 direttamente a Hollywood per la Notte degli Oscar.

Ironia e professionalità

Al motto di “la verità è la più alta forma di ironia esistente”, Bozzetto racconta a Simone Tempia – che a sua volta lo racconta a noi – la sua vita privata e la sua vita professionale. 

Un doppio binario sempre parallelo e spesso sovrapposto carico di aneddoti e incontri che solo all’apparenza sembrano fortuiti mentre in realtà sono la logica conseguenza di un talento e una professionalità fuori dal comune.


Bruno Bozzetto
Il signor Rossi, personaggio ideato da Bozzetto nel 1960

Dopo i primi cortometraggi, Bruno Bozzetto creò lungometraggi che ebbero grande successo. Il signor Rossi, uno dei suoi personaggi più amati, incarnò il modello dell’italiano medio e fu il protagonista di molti film. È del 1965 l’opera “West and Soda”, western surreale a cartoni animati. Nel 1968 fu la volta di “Vip – mio fratello superuomo” e nel 1976 Bozzetto – alzando sempre più il tiro – realizzò “Allegro non troppo”, ambiziosa risposta allo storico film “Fantasia” di Walt Disney.


Bozzetto Tempia
Due illustrazioni che accompagnano il volume (a sinistra, la creazione di “Allegro non troppo”)

Bozzetto lo racconta così: “Spesso “Fantasia” e “Allegro” sono stati paragonati, ma tra le due opere c’è una differenza di fondo. Disney ha dato forma visuale ai brani di musica classica, è come se li avesse descritti. Io, invece, ho cercato di raccontare le storie che sentivo essere racchiuse all’interno delle composizioni. È come se ne avessi estratto l’essenza narrativa”.

I grandi successi

Negli anni Ottanta il sodalizio con Piero Angela, grande divulgatore che si avvalse dei cartoon di Bozzetto per semplificare la scienza nel suo fortunato programma televisivo “Quark”, diede all’animatore la fama e le risorse economiche per nuovi progetti, anche sperimentali.

Nel 1990 vinse l’Orso d’oro al Festival di Berlino con il cortometraggio “Mister Tao” e l’anno seguente con “Cavallette” ottenne la candidatura agli Oscar. Esilarante il racconto della personalissima cerimonia degli Oscar: Bozzetto cedette il suo esclusivo invito alla cena di gala a un amico e preferì concludere la serata al bancone di un Diner. Non senza aver prima condiviso il tempo di una sigaretta con una bellissima Kim Basinger nel pieno della sua carriera cinematografica. Ma questo è solo uno dei mille strani episodi di cui è costellata questa altrettanto strana biografia.


Bruno Bozzetto
L’Italia prima e dopo Carosello
I disegni di Bozzetto

Infine, i disegni di Bozzetto. Tutto il volume è accompagnato da illustrazioni dell’artista che – con la semplicità del segno che lo ha sempre contraddistinto e che a tratti ricorda Sempé – visualizzano i punti più salienti della trama. 


Dietro le quinte

Veniamo ora all’autore del testo, Simone Tempia. Che ha avuto il difficile compito di mettere in sequenza una vita piena di avventure e – soprattutto – ha il merito di essersi reso trasparente per illuminare al meglio il protagonista del libro, il signor Bozzetto. Cosa non scontata – quella di posizionarsi in secondo piano – per l’autore di un grande successo editoriale come la saga di LLoyd

Lloyd è il maggiordomo immaginario creato da Tempia che – partendo da Facebook – ha conquistato un pubblico sempre più ampio che si è affezionato alle sue battute pungenti che affrontano comuni problemi quotidiani. E che è stato interpretato visivamente da illustratori sempre diversi, creando così una serie di pubblicazioni eterogenee ma al contempo riconoscibili.


Simone Tempia
Una striscia di “Vita con Lloyd” llustrata da Jacopo Rosati

Società e mindfulness

Tempia e Bozzetto insieme sono una forza della natura e realizzano un libro bello e appassionante. A tratti un saggio storico-sociale, in cui si racconta l’Italia che non c’è più, quella del Carosello e poi della Milano da bere. Ma anche un manuale di mindfulness: i maggiori successi di Bozzetto, infatti, nascono da un atteggiamento positivo di fronte alle difficoltà e ai fallimenti personali e lavorativi.

Incuriosito da questa biografia a quattro mani, ho cercato e trovato nel vasto archivio di RaiPlay il lungometraggio “Allegro non troppo”. Ho scoperto un film incredibile, che alterna animazione ad attori in carne e ossa, di una lucida visionarietà e che trasmette in pieno la potenza e la profondità di un cinema ormai scomparso che accostava ironia e qualità. 

Valori che contraddistinguono Bruno Bozzetto, artista ultraottantenne che – in barba all’anagrafe – ancora oggi continua a sognare e realizzare i suoi progetti.


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